Marconi

Guglielmo Marconi 25 aprile 1874
20 luglio 1937

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Premio Nobel per la fisica nel 1909, Guglielmo Marconi nasce il 25 aprile 1874. Trascorre l'infanzia a Pontecchio, Villa Griffone, cittadina vicino a Bologna, dove sviluppa le prime curiosità scientifiche e matura la sua grande scoperta, l'invenzione della radio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

evoluzioni

 

Tutto cambia.. dalla radio a Galena ad internet..

Chi l'avrebbe immaginato in un lasso di tempo cosi breve un radicale cambiamento almeno per chi all'epoca si costruiva le proprie apparecchiature radio. Non è il mio caso perchè non sono mai stato un tecnico in materia, ma dall'ascolto con una radio a galena ad oggi mi sento di poter dire che il salto e quantomeno fantascientifico, avveniristico tutto ciò che giorno dopo giorno avviene in tutti i settori e non solo nel campo delle radiocomunicazioni. Qui sarebbe necessario un volume intero per descrivere le varie opinioni circa l'abbandono o l'allontanamento o altre cose del genere, dalla radio a causa delle nuove tecnologie. Penso che non sia così allarmistica la questione. Non dimentichiamoci che il progresso è avvenuto anche grazie al radiantismo per ciò che concerne le comunicazioni. Una passione radicata come la radio, sia dell'epoca passata che quella attuale, rimane sempre, non cambia mai. Accendere un ricetrans autocostruito o " prefabbricato " il fine e sempre lo stesso....comunicare , ascoltare, sperimentare! Poi dopo casomai, modificare, controllare, saldare....autocostruire....per chi è capace, continuerà a farlo tranquillamente. Quindi diamo spazio a ciò che l'uomo, sino ad oggi è stato capace di inventare. La questione monopolistica di tutte le invenzione è un'altro discorso.
Credete veramente che nel terzo millennio non vi sia qualcuno che ascolti ancora con una radio a galena? Meditate gente! Le nuove generazioni se spronate ed illuminate faranno la loro parte per il prossimo futuro. 
C'è addirittura chi ancora oggi propone schemi di ricevitori a galena ed anche il ricevitore con una lametta
da barba e una matita. Non ci credete?

Una stazione radio con una lametta e una matita
di Master
Assurdo? No invece è possibilissimo.
Qualcuno (di età maggiore ai 40 anni) si ricorderà sicuramente le radio a galena fatte da piccolo..la galena era un piccolo cristallo che fungeva da diodo ed in effetti per costruire una piccola radio non era necessario possedere altro se non un bel po' di filo da elettricisti e tanta fantasia. :)
Questa radio sfrutta pressappoco lo stesso principio basandosi sulla constatazione del fatto che una lametta da barba offre una superficie anodizzata con un buon potere separatore delle cariche.. paragonabile anche questa ad un diodo quindi.
Materiale occorrente:
diversi metri di filo di rame smaltato: diametro almeno 2mm (quello interno ai cavi coassiali per le antenne va benissimo.. anzi..ci vorrebbe proprio quello.)
un rotolo di carta scottex.. non serve proprio tutto il rotolo ma solo il sostegno interno.. quel rotolo di cartone cioè di circa 5cm diametro che regge i fogli esterni e permette l'inserimento dei rotoli da cucina nei vari dispensatori.
una lametta da barba.. vanno bene le lamette più economiche. Se non trovate una lametta doppia è sufficiente levare la metà di una lametta utile dall'interno di un lamarasoio bic o equivalente.
una cuffia o un auricolare di quelli comunissimi con una resistenza interna di circa 2000 ohm.
un lapis da rompere o in alternativa una mina da 0.5mm (solo la punta di grafite)
Questo è lo schema: clicca sulla foto x ingrandire

Le spire del rocchetto sono fatte con lo stesso filo di rame smaltato per antenna e per la messa a terra.
Si faranno 150 spire di filo di rame e il cavo di terra si attaccherà circa a metà con un morsetto a coccodrillo sbucciando leggermente la copertura smaltata. [lo stesso morsetto lo si potra' attaccare una, due, tre, N spire dopo per variare grossolanamente la frequenza di ricezione della radio]
La punta di grafite della mina o del lapis si attaccherà ad una molla fatta con 4/5 spire di filo smaltato (il diametro della molla non è importante).. la punta dovrà fare ben contatto con la lametta e muovendola su quest'ultima si avrà la sintona fine per la ricerca delle stazioni. [ci vuole un po' di allenamento :) ]
Le uniche note dolenti sono la messa a terra e l'antenna.
La messa a terra si farà collegando il filo ad una presa di terra se presente oppure legando l'estremità del cavo senza smalto ad un rubinetto o ad un termosifone. All'aperto si dovrà piantare in terra un paletto di metallo o del filo di ferro robusto per circa un metro (meglio due) e quindi legare il filo di terra sulla sommità di questo.
L'antenna è il punto critico del progetto.. la lunghezza del filo esprimerà anche il quantitaivo di elettroni captati e quindi la potenza, in termini di -possibilità- di ascolto, di una stazione emittente.
In casa potremmo alzare il cavo per circa 20/30 metri fino ad arrivare al tetto.. magari sfruttando l'impianto di antenna già preesistente. All'aperto sarà necessario far arrivare l'antenna sulla sommità di un albero.
Un sistema per tirare l'antenna su un albero all'aperto può essere questo: si lega un sasso a del filo di seta per ricami (resistentissimo) si lancia il sasso facendogli attraversare la sommità dell'albero. Si lega l'estremità del filo di seta rimasta in mano al cavo dell'antenna. Si va dall'altra parte dell'albero recuperando il sasso e si tira il filo di seta facendo sì che la nostra antenna di fortuna arrivi alla sommità dell'albero..o quasi.
Fatto questo la nostra radio è finita e non ci resterà che passare all'ascolto.
In caso udiate con questa radio messaggi in stile badogliano oppure le beethoveniane note iniziali di radio Londra (bo bo bo booom = V in codide Morse .. come V(ittoria) ) non cominciate a preoccuparvi..è normale. :))