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ricordi

 

 

Agli inizi il mio angolo di lavoro era situato fuori ad un balcone con veranda.........
Successivamente quel balcone ospitò una piccola stazione radio da consentirmi i primi approcci con quel mondo del quale ritenevo
misterioso ed affascinante. Così nei momenti liberi della giornata avevo sottomano le mie due creature che sceglievo a mio piacimento.
Capitava a volte di restare la radio accesa e lavorare al banco di un modello. Mi resi conto, anche se piacevole poter ascoltare una voce amica in contatto radio, che questo mi distraeva dal mio delicato lavoro di costruzione. Fu rarissimo che questo in seguito succedeva.
Non dovevo essere distratto in momenti di particolare concentrazione.

 

 

Modellismo

 

Si rivelò una convinzione

Fu veramente per un puro caso, come e quando mi capitò l'occasione.
In quegli anni non avevo ancora nessun hobby, solo lavoro e casa.
Quest' ultima mi dava la possibilità di poter esprimere tutte le mie risorse del "fai da te".
Piccoli lavori di idraulica, pittura, riparazione di piccoli elettrodomestici costruzione di piccoli mobiletti in legno ecc. ecc. insomma non rientravo nella categoria di coloro ai quali viene apostrofata sempre la frase" non sai nemmeno fissare un chiodo al muro". Fu proprio questo mio "saper fare un po’ tutto" che mi fece si peccare di presunzione, ma imparai come era necessario sfidare se stesso, dove altrimenti nella vita nulla si potrebbe realizzare.
Lo osservavo, quando mi recavo a casa di Carlo, mio cugino, con ammirazione, intento alla sua costruzione del "Bounty". Mi chiedevo se fossi stato capace anch’io di una simile pazienza. Infilava sottilissimi fili di “refe” nei buchi di quei minuscoli bozzelli molto più piccoli di acini di caffé.
Sorprendente era la sua calma, accompagnata ogni tanto da piccoli mormorii con il sorriso sulle labbra.
Non volevo distrarlo da quello che sembrava essere una specie di trans. Mi affiorò alla mente un episodio capitatomi con amici in una giornata estiva, tutti di corsa al mare per una pescata.
Mi piaceva la pesca non tanto per "infilzare" il povero pesce, ma solo lo sfizio di sentirlo mangiare l’esca.
Ero tutto preso con la mia canna da pesca su di uno scoglio immobile ed impassibile in attesa che un abitante di quel mare abboccasse all’amo.
A dire il vero non mi resi conto quanto tempo era passato stando li immobile seduto in attesa del pesciolino, ma percepii la sensazione di essere osservato: mi volto e vedo gli amici guardarmi increduli, e con fragorose urla miste a risate esclamarono! : come può un mezzo pazzo e tanto nervoso come te restare li impalato per ore con una calma impressionante senza tra l’altro prendere nemmeno un pesce?? E va bene ho solo dato da mangiare a queste povere bestie, fu la risposta. Antonio il più grande della comitiva disse: dovete sapere che le persone nervose son quelle più inclini alla calma in circostanze del genere.

Fu proprio questo ricordo che mi convinse ancora di più a decidermi che qualcosa del genere potevo e dovevo farlo. Quasi sobbalzai! Mio cugino alzando lo sguardo su di me disse: devo comprare un tubetto di collante, e finito e devo assolutamente terminare questo pezzo sulla parte poppiera, scendiamo insieme domani così mi fai compagnia? E chissà che non ti decidi di fare qualcosa anche tu.
Feci una indagine totale del negozio, in attesa che sbrigassero mio cugino per il collante. C’era solo l’imbarazzo della scelta.
Mi ero sempre soffermato diverse volte in quel negozio delle meraviglie ma solo di sfuggita passando li per caso.
Assorto su alcuni vascelli, sentii la voce di mio cugino chiamarmi ed invitarmi ad avvicinarmi al banco.
In quel momento, credetemi, fu più forte di me, con una sicurezza tale e senza esitazione alcuna dissi: mi dia i disegni costruttivi dell’ “Amerigo Vespucci”.
Il ricordo della incredulità di mio cugino e del negoziante mi sono rimasti impressi nella memoria. Il resto e storia attuale…

Mi preme sottolineare un particolare importante a mio modo di vedere le cose... ritengo che chiunque pratichi un hobby, possa paragonarsi ad un pittore di quadri, ad uno scultore, uno scrittore ecc. questi emanano tutta la loro capacità la loro creatività la loro fantasia e il loro estro solo in alcuni momenti particolari. Quando raggiungono "L'ISPIRAZIONE". Avviene a volte un pò a tutti noi.
Quando questo avviene è il momento di lasciarsi andare con la speranza che duri più a lungo possibile poiché quanto prima ci sarà la "pausa".
A getto continuo per il pittore, lo scultore....ecc. Ma dovunque ci sia bisogno di concentrazione, sono inevitabili i momenti di pausa!
Guai voler rincorrere un lavoro lasciato il giorno prima a tutti i costi senza aver con se conservato quel accumulo di "energia ispiratrice" presentatasi in fase iniziale.
Sarebbe come voler pilotare un aereo di linea senza avere nessuna cognizione di cosa sia un aereo..

Credete che quanto esposto non risulti vero? Volete un prova?
Queste quattro righe che avete appena lette, scritte dal sottoscritto di getto ed in mezzora, anche se in modo elementare (non potreste pretendere di meglio con una licenza media superiore) non sarei stato capace di scriverle ne ieri o l'atro ieri poiché non avevo ne voglia ne tanto meno idea di cosa scrivere.
Questo pomeriggio di lunedì 2 ottobre ho avuto "l'ispirazione".... e dura ragazzi ...
Ciao a tutti Oreste