radioastronomia

 


Cos'è la Radioastronomia...
La Radioastronomia studia i corpi celesti analizzando la radiazione elettromagnetica da questi emessa nell'intervallo spettrale delle radioonde grazie ai radiotelescopi.
Un Radiotelescopio è un complesso strumento di misura che comprende un sistema di antenna collegato ad apparati elettronici riceventi e di registrazione dei dati.

Hubble

Edwin Hubble 20 novembre 1889
28 settembre 1953


Edwin Powell Hubble nasce nella cittadina di Marshfieldn, nello stato del Missouri (USA), il 20 novembre 1889. Astronomo e astrofisico, Hubble è noto nella comunità scientifica principalmente per aver formulato nel 1929 la legge empirica dei "redshift" ("Spostamenti verso il rosso"), oggi da tutti chiamata Legge di Hubble.

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Comunicare attraverso gli spazi interstellari...

Giuseppe Cocconi e Phil Morrison sono i due uomini che, per la prima volta, hanno, in un articolo storico della rivista “Nature”, dimostrato che sarebbe possibile, grazie alle nuove tecniche della radio-astronomia, comunicare attraverso gli spazi interstellari con eventuali civiltà extra-terrestri. In realtà, io ho mancato l’avvenimento perché il loro famoso articolo è uscito otto anni dopo il mio ritorno sulla montagna Sainte-Geneviève, proprio nel momento in cui mi ero trasferito sulle colline di Meudon. Vi ero stato attirato dalla nuovissima radio-astronomia francese che iniziava il suo sviluppo sotto la direzione attiva, illuminata e vivace, quasi divertita di Jean-Francois Denisse. G. Cocconi e P. Morrison hanno calcolato se altri radioastronomi nell’universo avevano dei radiotelescopi e dei ricevitori paragonabili a quelli del 1959, e delle potenze di emissioni simili a quelle di cui noi disponevamo, sarebbe possibile, malgrado le distanze colossali tra le stelle, scambiarsi dei segnali radio, dunque comunicare. Essi raccomandavano inoltre di utilizzare, nell’immensa gamma di possibili lunghezze d’onda, quella emessa a ventun centimetri dagli atomi di idrogeno. Secondo loro, poiché l’idrogeno è l’elemento di gran lunga più abbondante nel cosmo, la sua lunghezza d’onda di ventun centimetri, fisicamente notevole, potrebbe servire come segno di riferimento universale per la comunicazione delle civiltà galattiche……..
Lo stesso anno, ma seguendo una linea sperimentale e non teorica, un giovane americano, Frank Drake, propose al relatore della sua tesi di costruire un ricevitore radio speciale per mettersi all’ascolto di eventuali segnali. Il suo direttore, Otto Struve, proveniente da una famiglia di illustri astronomi, lo sostenne in questa impresa e mise a sua disposizione il nuovissimo radiotelescopio di ventiquattro metri di diametro del National Radio Astronomy Observatory a Greebank, in Virginia. Anche Drake aveva valutato la potenzialità delle tecniche radioastronomiche per le comunicazioni interstellari, del tutto indipendentemente da Cocconi e Morrison. Quando è matura, un’idea può sbocciare simultaneamente in luoghi diversi……… Per qualche settimana, Drake condusse il suo programma di ascolto radio, battezzato OZMA, il primo a volgersi verso spazi siderali. Prima stella, nulla. Scoraggiante.
Il suo ricevitore era molto primitivo: non aveva che un solo canale di ascolto, come tutti quelli dell’epoca, cosa che non permetteva un’esplorazione abbastanza efficace delle lunghezze d’onda nelle vicinanze dei ventuno centimetri per andare a cadere proprio su quella eventualmente emessa….Seconda stella, Bang! Il registratore a penna si blocca a destra tanto forte è il segnale! Il tasso di adrenalina sale; Drake ha una riflessione immediata, profonda e notevole: era dunque sufficiente che uno studente passasse un solo anno ad adattare un ricevitore radio-astronomico perché fosse fatta una scoperta così enorme? Era dunque così facile? Come mai non ci si era pensato prima? Di fronte a quali prospettive incredibili noi ci saremmo fermati senza questo piccolo sforzo? Tuttavia Drake conserva il suo sangue freddo: è troppo semplice per essere vero! Trascorre giorni a decodificare il segnale “extra-terrestre” potrebbe essere dovuto, del tutto semplicemente, ad un disturbo elettrico emesso dal laboratorio vicino.

Per prudenza scientifica, mantiene il segreto aspettando; poi improvvisamente arriva la spiegazione: il segnale proviene da aerei stratosferici quasi invisibili, i famosi U2 militari incaricati di spiare l’Unione Sovietica a ventimila metri di quota, il cui segreto è stato svelato nel momento in cui uno di loro è stato abbattuto al di sopra dell’Ural. Delusione, certamente, ma il metodo è lanciato per decenni; non è poi andata così male, per un primo tentativo, l’aver individuato un segnale radio artificiale, proveniente da un “intelligence” (nel senso americano) stratosferica. Frank Drake entra nella storia. Il futuro essere umano che capterà un vero segnale artificiale extra-terrestre, magari tra secoli, gli renderà probabilmente omaggio. Trent’anni dopo le prime iniziative, teoriche e sperimentali, di Cocconi, Morrison e Drake, SETI è diventato un affare da milioni e milioni di dollari.

(tratto dal libro EXTRA-TERRESTRI di Jean Heidmann)

E possibile la ricerca Radio Astronomica Amatoriale?
Questa rientra tranquillamente nelle ambizioni di noi radioamatori. L’attività radio astronomica dilettantistica appare come un terreno impervio con qualche ostacolo, ma ricco di soddisfazioni. Occorre costruire in proprio gli strumenti di osservazione e sperimentare le antenne ed i sistemi di puntamento, i ricevitori, il sistema di registrazione e di elaborazione dei dati, il software di gestione. Il raggiungimento di obiettivi interessanti, a volte ambiziosi e costosi, presuppone la collaborazione fra gruppi di appassionati che oltre ad acquisire i fondamenti teorici di base, esercitano la loro esperienza nella realizzazione delle apparecchiature e nell’interpretazione dei dati. Viceversa si può contribuire alla ricerca sul Progetto SETI di segnali extraterrestri impegnando anche per poche ore al giorno il vostro computer senza sottrarre nulla al vostro lavoro per altre attività radioamatoriali. Un buon computer ed una linea veloce su internet ed il gioco e fatto. Molto interessante!!

Oggi la tecnica rispetto ad allora è notevolmente evoluta. Il progetto SETI è nella sua piena attività. Attualmente l’Italia con il suo contributo partecipa alla costruzione del più grande telescopio del mondo situato in Arizona.

 

 

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